Padova fa battere il cuore

Patentino BLSD

Dal 2001 defibrillatore è uno strumento che possono usare anche i non medici

Fino al 2001 i defibrillatori erano uno strumento di esclusivo uso medico: questo significava che chi lo avesse usato, se non medico, avrebbe potuto essere stato accusato di abuso della professione medica.

Nel frattempo i primi studi, condotti negli Stati Uniti, hanno dimostrato che i defibrillatori semiautomatici (cioè quelli che analizzano automaticamente il ritmo nel cuore e determinano se c’è o meno bisogno della scarica elettrica) sono sicuri e salvano la vita anche e soprattutto se non si aspetta un medico per “premere il bottone”.

In Italia la legge 3 aprile 2001 n. 120 ha quindi autorizzato l’uso del defibrillatore anche al personale non medico, a patto che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare mediante un corso di formazione accreditato (cosiddetto BLS-D, acronomico per basic life support and defibrillation), e che al termine del corso, dimostri di aver acquisito la competenza pratica per l’effettuazione delle manovre rianimatorie conseguendo un cosiddetto “patentino”.La Legge era stata pensata soprattutto per il personale delle ambulanze. Questa Legge, nata con l’intento positivo di liberalizzare uno strumento semplice e sicuro, è stata purtroppo interpretata in senza negativo: “se non hai il patentino, guai a usare il defibrillatore, anche se questo rappresentasse l’unica speranza per salvare la vita di una persona!”.

Le conseguenze è che l’Italia è uno dei paesi europei in cui queste macchine salvavita sono meno diffuse.

Chi può rilasciare il patentino?

Per ottenere un patentino BLS-D è necessario sottoporsi ad un corso della durata normale di 6 ore effettuato da un istruttore abilitato dalla Regione. Ogni regione ha dei criteri, più o meno rigidi, per rilasciare questa autorizzazione. Pensate che non è sufficiente un qualsiasi medico, anche se si trattasse di un primario o di un professore universitario, per organizzare un corso BLS-D a norma: chi fa il corso deve avere ricevuto una formazione specifica (istruttore BLS-D), essere iscritto ad apposite liste regionali e deve fare parte di un “centro di formazione” accreditato dalla regione attraverso il 118. Quindi, se volete fare un corso BLS-D, accertatevi che chi ve lo offre abbia le carte in regola. Visto l’impegno organizzativo non sorprende che quasi sempre questi corsi siano a pagamento.

Per i corsi BLS-D, in provincia di Padova il primo interlocutore a cui rivolgersi è quello istituzionale, cioè il 118, che eventualmente potrà indirizzare a delle società o associazioni serie qualora non riuscisse a svolgerlo in prima persona.

Quanto dura il patentino?

La circolare del Ministero della Salute del 20/05/2014 specifica che “ferma restando l’esigenza di pianificare un retraining (“ripasso”) periodico delle manovre di rianimazione, l’autorizzazione all’uso del defibrillatore rilasciata a personale non sanitario, intesa come atto che legittima il soggetto a impiegare il defibrillatore ai sensi della Legge 3 aprile 2010, n.210, ha durata illimitata”.

Perchè è importante avere il patentino?

Partiamo dalla premessa che per acquistare ed installare un defibrillatore non è necessaria alcuna autorizzazione: la Legge regionale prevede semplicemente che la sua ubicazione venga comunicata al 118 e che venga identificato un responsabile della (poca) manutenzione periodica. Quindi in teoria io potrei comprare un defibrillatore e metterlo nella piazza del mio paese o nel mio condominio senza necessità di alcun patentino.

Il problema si pone nel momento in cui questo defibrillatore dovesse essere utilizzato: in teoria, la Legge prevede che solo chi ha il patentino può usare il defibrillatore per soccorrere una vittima di arresto cardiaco. Dico in teoria per tre motivi:

1) la Legge che ha istituito l’obbligo del patentino non prevede alcuna pena per chi non la rispetta, ed inoltre esiste una norma (art 54 c.p.) che dice espressamente che in caso di pericolo di vita (mio o altrui) sono autorizzato anche a non rispettare la Legge perchè spinto dallo “stato di necessità”;

2) il problema si porrebbe solo nella teorica circostanza che una persona senza patentino causasse dei danni per l’uso improprio dello strumento. Ciò è praticamente impossibile, perchè la macchina eroga una scossa solo se le placche sono state correttamente applicate sul torace nudo del paziente e se viene rilevata una aritmia. L’unica responsabilità dell’operatore è quella di usare la macchina in sicurezza, cioè in pratica evitare che un estraneo tocchi la vittima mentre viene erogata la scossa. Ma anche nella sventurata ipotesi che ciò dovesse capitare, le probabilità che da ciò ne derivi un grave danno sono praticamente zero;

3) è sufficiente telefonare al 118, dire che c’è a disposizione un defibrillatore ma che non si è abilitari ad usarlo, e l’operatore al telefono guiderà la persona ad usare correttamente il dispositivo. E’ successo recentemente anche in una piscina in provincia di Treviso e la persona si è salvato.

Quindi, a cosa serve il patentino? E’ giusto che se una struttura si dota di un defibrillatore rispetti la Legge e formi del personale che, superando un corso “serio” e approfondito perchè sappia bene cosa fare in caso di necessità. Ma non è assolutamente vero (e chi lo dice o è ignorante o, peggio, è in mala fede) che sia meglio lasciare morire una persona che usare il defibrillatore senza il patentino. Il defibrillatore in caso di emergenza lo può e lo deve usare chiunque, con o senza patentino.

La Legge Balduzzi

A seguito della morte del calciatore Pier Mario Morosini e del pallavolista Vigor Bovolenta, è stata emanata una legge che obbliga alla presenza di un defibrillatore e di una persona addetta all’uso (“col patentino”) in qualsiasi luogo dove si svolge attività sportiva organizzata, sia durante gli allenamento che le partite. In altre parole, i luoghi dove si pratica sport saranno gli unici in Italia dove, a partire dal 1 gennaio 2016, dovrà per Legge essere disponibile sempre un defibrillatore e una persona addestrata all’uso. Purtroppo, la Legge Balduzzi ha perso la buona occasione per estendere l’obbligo anche ad altri luoghi ad altro rischio, come per esempio le stazioni ferroviarie, i grossi areoporti o i centri delle grandi città, dove questi strumenti sono, paradossalmente, ancora facoltativi.

Padova fa battere il cuore eroga corsi BLS-D certificati?

Al momento Padova fa battere il cuore non eroga corsi di formazione all’uso dei defibrillatori a norma di Legge.
L’opera dell’associazione, gratuita, ha come scopo principale quello di diffondere la cultura del soccorso di base ad ampie fette di popolazione in modo che, in caso di emergenza, un gran numero di cittadini anche senza “patentino” sia comunque in grado di usare il defibrillatore per salvare la vita altrui (“stato di necessità”, art 54 C.P.). Per esempio, in un progetto rivolto alle scuole, il personale addetto alla gestione delle emergenze della scuola è stato formato con un corso BLS-D a norma di Legge, mentre il Comitato Padova fa battere il cuore ha effettuato dei brevi corsi per tutti gli studenti.

In altre parole, la nostra idea è che sia meglio un addestramento di base, semplice e gratuito, a 1000 persone che impegnare lo stesso tempo e risorse per 10 patentini BLS-D. Chi ha bisogno di un patentino BLS-D per Legge troverà molti enti in grado di vendere il corso, per tutti gli altri ci sono i corsi gratutiti di Padova fa battere il cuore. Perchè, ricordiamo, che l’80% degli arresti cardiaci avvengono in casa e colpiscono i nostri parenti e amici. La diffusione della manovre di primo soccorso deve essere pertanto capillare se vogliamo salvare molte vite.